Puglia, Arte Del Novecento, Folklore, Bellissima Incisione Originale, Cantatore, Rara

Valore stimato —599.25

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DOMENICO CANTATORE

 

 



 

 

Interessante edizione originale e d'epoca,

bellissima artistica raffigurazione, suggestiva immagine di gusto folklorico locale,

 

esemplare ideato e inciso dal noto artista pugliese Domenico Cantatore;

 

opera impressa in splendida policromia, con l'inusuale tecnica incisoria della "ceramolle";

 

 

 

belle graziose dimensioni, misura circa cm. 24x16 (l'intero foglio, compresi i margini bianchi diseguali e ancora intonsi); incisione originale a cera-molle, opera firmata e numerata a matita, senza data (ma databile al 1987)

 

 

 

 

 

 

DI INTERESSE ARTISTICO, COLLEZIONISTICO, DECORATIVO

 

 

 Buona conservazione generale, usuali segni o difetti d'uso e d'epoca,

 

stampa meritevole di essere inserita sotto passpartout ed incorniciata.

 

(l'immagine allegata raffigura un particolare dell'intero foglio, eventuali ulteriori informazioni a richiesta)

 

 

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La ceramolle o vernice molle, detta anche maniera a matita, è una tecnica indiretta.
La matrice, precedentemente riscaldata sul piano riscaldato, viene preparata con un sottile strato di vernice a base di cera che non indurisce, sulla quale viene adagiato e fissato sul retro un sottile foglio di carta velina leggermente ruvida sulla quale l'artista disegna liberamente con una matita più o meno tenera. La pressione della matita provoca l'adesione della cera al foglio. Finita l'opera, il foglio viene sollevato. Il suo distacco comporta l'asportazione dalla lastra della cera in corrispondenza del disegno lasciando scoperte le parti che poi verranno morsurate. Successivamente si passa all'acidatura come per le altre tecniche di tipo indiretto.
La fase di stampa è uguale alle altre tecniche indirette. Gli esemplari naturalmente saranno riflessi rispetto al disegno eseguito sulla carta velina, come per tutte le altre tecniche.
Una tecnica simile a questa si basa su impronte con varie texture a pressione direttamente sullo strato di cera.
La ceramolle si diffuse molto nel Settecento in ragione degli effetti pittorici che é in grado di dare, che rispecchiavano il gusto dell'epoca. Due sono in particolare i tipi di segno di questa tecnica:
uno granuloso, che imita quello ordinariamente lasciato da una matita o da un carboncino su una carta ruvida, e uno più morbido e pastoso, che richiama lo sfumato che si può ottenere con un pastello.
Questa tecnica nacque nella prima metà del 1700 come metodo di riproduzione di disegni dei maestri ad opera di artisti quali J.C.Francois (1717-1769), G.Demarteau (1722-1776), L.Bonnet (1736-1770). Nel 19º secolo la utilizzarono con immagini d'invenzione F.Rops (1821-1898) e S.Valadon (1867-1938). Più recentemente l'ha utilizzata S.W.Hayter (1901-1988) con le impronte a pressione.(dal web)

 

 

Venne usata per la prima volta nel XIII secolo ed in epoca contemporanea da artisti come Stanley William Hayter e Renzo Vespignani per ottenere un tratto granuloso, simile a quello della matita, del pastello o del carboncino.

Il nome vernice molle (o cera molle) deriva dalla vernice impiegata, che varia rispetto a quella dell'acquaforte per l'aggiunta di sego (o altro grasso) che rende la vernice fluida e appiccicosa.

Per creare la matrice la lastra viene preparata con una cera che non indurisce per l'aggiunta di sego. La cera viene applicata a caldo con un tampone, ponendo la lastra su una piastra elettrica. dopo aver tirato la cera con un rullo di caucciù, la lastra viene tolta e affumicata, per fissare la vernice e per rendere meglio visibili i segni da imprimere. Viene quindi tracciato un disegno su un foglio di carta velina appoggiato sopra la lastra verniciata con il lato opaco rivolto verso la cera. Tolto il foglio sulla lastra è rimasta la traccia del disegno eseguito priva di vernice. La lastra viene quindi immersa nell'acido, che intacca soltanto le parti in cui la vernice è stata asportata. L'immersione avviene mantenendo in movimento la bacinella oppure passando un apposito pennello con delicatezza sulla matrice, perché non si formino bolle di gas nei solchi e la corrosione sia perfetta. A questo punto la matrice è pronta e dopo la pulizia si può procedere alla sua inchiostrazione e quindi alla stampa. (dal web)

 

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