Paesaggio Montano Con Lago, Decorativo Dipinto, Carezza, Oggiono, Artista Ronchi

Valore stimato —1071.33

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DECORATIVO DIPINTO D'EPOCA



Interessante e piacevole dipinto, 

raffigurante una ampia veduta panoramica con paesaggio montano e lago,

 lago identificabile presumibilmente nel Lago di Carezza (?), 

 così come da una vecchia indicazione al verso della sua vecchia cornice;

opera firmata

A. RONCHI

(Arnaldo Ronchi, 1898- ?)









ottime dimensioni, misura circa cm. 50x60 ; olio su masonite;  firma in basso a destra, s.d. (databile alla prima meta' del '900, circa anni '30 ?)

 

>A proposito del presente paesaggio montano, qualche tempo fa mi venne inviata questa segnalazione (probabilmente da un conoscitore o abitante dei posti citati) che mi piace trascrivere anche con l'auspicio di poter meglio identificare il posto raffigurato:

"...Potrebbe, invece (ma con qualche fantasia o forzatura prospettica dell'autore) trattarsi di un laghetto lombardo (quel massiccio sul fondo somiglia troppo, per quanto forzato geometricamente, al taglio dei quattro salti della Grigna): Grignone (sett.), Grigna (mer.) Coltignone e S.Martino. Corrisponderebbero il paesaggio attorno lago così come le tipologie dei tetti e così pure il digradare a destra del profilo (entrata della Valsassina). Potrebbe trattarsi del lago di Annone (o di Oggiono) così come un taglio di quello di Pusiano". 

 

OPERA DECORATIVA E DA COLLEZIONE

PER APPASSIONATI DI PITTURA ITALIANA E DI MONTAGNA


Buona conservazione generale, usuali segni e difetti d'uso e d'epoca, eventualmente da pulire o lucidare al fine di far meglio risaltare la brillantezza dei colori, opera sprovvista di cornice, e pertanto

meritevole di essere inserita sotto passpartout ed incorniciata.

(le immagini allegate raffigurano particolari dell'intero dipinto, eventuali ulteriori informazioni a richiesta)


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(dal web, wikipedia)

Il lago di Carezza (ted. Karersee) è un piccolo lago alpino situato nell'alta Val d'Ega a 1.534 m nel comune di Nova Levante (BZ), a circa 25 km da Bolzano. È incastonato tra fitti boschi di abeti e si trova sotto le pendici del massiccio del Latemar, che si specchia nella sua acqua cristallina.

Il lago è noto per i suoi meravigliosi colori e per questo nella lingua ladina viene chiamato anche "Lec de Ergobando" (o "arcoboàn"), cioè "lago dell'arcobaleno". Il nome del lago deriva, secondo la Guida del Touring Club Italiano, dalle "Caricaceae", famiglia di piante dalle foglie larghe lobate ("carezza" sarebbe l’adattamento italiano del termine dialettale locale che indica queste piante).Caratteristiche [modifica]

Il lago è privo di immissari visibili ed è alimentato da sorgenti sotterranee. La sua estensione e la sua profondità variano a seconda della stagione e delle condizioni meteorologiche: il livello più alto è raggiunto normalmente in tarda primavera con lo scioglimento delle nevi. In tale periodo raggiunge una larghezza di 287 m ed una larghezza di 137 m, mentre il punto più profondo corrisponde a circa 17 m. L'acqua di supero scorre nel ruscello che sgorga ad ovest del lago. Nei mesi successivi, il livello dell'acqua cala, finché verso la fine di ottobre il lago raggiunge il livello dell'acqua più basso, con una profondità di soli 6 m. In inverno il lago di solito gela. La temperatura massima dell'acqua (13 °C) viene registrata nel mese di agosto. Nelle sue acque vive il salmerino alpino. Nei boschi attorno è molto comune il picea abies, abete rosso dalle qualità di abete di risonanza usato nella costruzione di casse armoniche.

Il lago è oggi una delle mete turistiche classiche del Trentino-Alto Adige. Anche nella stagione invernale viene spesso visitato da sommozzatori, che effettuano volentieri le loro riprese subacquee sotto uno spesso strato di ghiaccio e registrano nei documentari i giochi di colori delle acque sotterranee. Il piccolo lago di montagna è celebre soprattutto per le sue placide acque, di colore verde cupo, e per il bel panorama di montagna con il gruppo del Catinaccio ed il Latemar sullo sfondo.

È raggiungibile attraverso la strada statale 241 (strada statale della Val d'Ega). La strada, molto trafficata soprattutto d'estate, attraverso il passo di Costalunga, situato nelle immediate vicinanze del lago, porta a Vigo di Fassa, dove si collega con la strada statale 48 delle Dolomiti.

Attorno al lago è percorribile un sentiero attrezzato, ma non è consentito accedere alle sue rive. È particolarmente bello alla sera e al primo mattino, quando il gruppo montuoso del Latemar con il verde della foresta di Carezza si specchia nelle acque cristalline del lago.

Leggende [modifica]

Veduta del lago dalla riva
Panoramica della riva del lago

Lo spettacolare aspetto del lago ha da sempre generato ammirazione e meraviglia. Intorno ad esso si raccolgono molte leggende altoatesine e numerosi scrittori e poeti ne hanno fatto il motivo di ispirazione dei loro dipinti e racconti. Le sue caratteristiche derivano dalla leggenda della bellissima Ondina, ninfa che ne abitava le acque. Lo stregone del Latemar se ne era innamorato e tentò più volte di rapirla. Un giorno, consigliato dalla Stria del Masarè, fece apparire sopra il Lago di Carezza un bellissimo arcobaleno allo scopo di attrarre la ninfa. Quando quest'ultima uscì dalle acque vide lo stregone e fuggì spaventata. Allora il mago, preso da gran furore, prese l'arcobaleno e lo gettò in mille pezzi nel lago. Da quel giorno nelle acque del Lago di Carezza si rispecchiano tutti i colori dell'iride. Una statua in bronzo raffigurante Ondina è stata posta nel lago.

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