Arte, Napoli, Scultura, Scultore Gemito, Ritratto Caricaturale, Artista Onorato, Raro

Valore stimato —1339.33

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(VINCENZO GEMITO)

 

 

Interessante disegno originale,

 raffigurante il celebre artista napoletano, tra i più importanti esponenti della scultura italiana e meridionale dell'800-'900, ritratto ormai in età avanzata a passeggio con un bastoncino e la tipica lunga barba bianca,

 

in una gustosa ed espressiva caricatura ideata e realizzata dal noto artista e illustratore pugliese

 

UMBERTO ONORATO

 

(Lucera, FG, 1898 - Cassino, 1967)

 

misura circa cm. 25x17 circa; disegno a tecnica mista su carta; sigla dell'artista in basso a destra "ONOR"; senza data, databile presumibilmente alla metà del '900;

 

ESEMPLARE UNICO, BOZZETTO ORIGINALE

(probabilmente anche pubblicato in un giornale dell'epoca, forse Il Travaso o Il Dramma o altro periodico similare, periodici a cui abitualmente collaborava Onorato).

 

 

DI INTERESSE ARTISTICO E COLLEZIONISTICO

Buona conservazione generale, segni e difetti d'uso e d'epoca, usuali sparse fioriture e sgualciture e difetti vari marginali o così come visibili nelle immagini allegate; annotazioni a matita probabilmente ad uso del tipografo del giornale,


foglio meritevole di essere inserito sotto passpartout ed incorniciato.

 

(le immagini allegate raffigurano alcuni particolari dell'intero foglio, eventuali ulteriori informazioni a richiesta) 


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Per cinquant'anni il teatro italiano ha avuto un amichevole, consueto ed arguto spettatore. Presente quasi ogni sera in sala, Umberto Onorato ha carpito con la brillante genialità della sua matita e della sua instancabile ironia tic, manie, vizi e virtù del palcoscenico nostrano. Da Giorgio Albertazzi a Vittorio Gassman, da Dina Galli a Eduardo De Filippo, pochi attori delle gloriose scene dagli anni Venti ai Sessanta sono scampati alla parodia del maestro delle esagerazioni. Mai sopra le righe, mai sofisticatore, Onorato è riuscito ad isolare in ognuno di loro piccole manie gestuali, movimenti ripetitivi, tratti distintivi, e a renderli preziosi attraverso i suoi disegni. Un critico teatrale che ha privilegiato l'esasperazione dei tratti piuttosto che le parole ma che ha sottolineato attraverso le sue caricature, apparse tra l'altro su riviste umoristiche come"Il Travaso" o su giornali specializzati come "Il Dramma" tutta l'evoluzione del teatro di quegli anni e le metamorfosi dei protagonisti più celebri delle nostre scene. La sua collaborazione a "Il notiziario dello spettacolo" realizzato dall'Ente Teatrale Italiano nel 1953, in cui curava la rubrica fissa "Taccuino segreto di Onorato", e che è andata avanti fino alla morte dell'artista permette ora di far conoscere al pubblico la sua brillante produzione.....(dal web)


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Vincenzo Gemito (Napoli, 16 luglio 1852 - 1º marzo 1929) è stato uno scultore, disegnatore e orafo italiano. Fu considerato dai suoi contemporanei al tempo stesso un genio e un folle, ma le cui opere sono oggi tenute in altissima considerazione dalle gallerie internazionali e dai collezionisti.

Nonostante abbia lavorato in vari studi di artisti di fama a Napoli, Roma e Parigi, è considerato in larga misura autodidatta, e a questo fatto è attribuita la sua capacità di produrre opere tanto originali, capaci di sostituire il sentimentalismo caro alla sua epoca con uno schietto realismo.

Vincenzo Gemito nacque in una famiglia povera, figlio di un taglialegna. Il giorno dopo la sua nascita la madre lo consegnò ad un orfanotrofio (l'orfanotrofio dell'Annunziata), dove visse per alcuni anni con altri orfani e dove gli fu assegnato il nome "Genito", poi trasformatosi in "Gemito" nei registri della struttura.

Nel giugno del 1862 fu adottato da una famiglia che aveva di recente perso un bambino. Il padre era un artigiano e il giovane Vincenzo cominciò presto ad assaporare i confini di pittura e scultura.
Vincenzo Gemito iniziò la sua attività nella bottega di
Emmanuele Caggiano, scultore di gusto accademico, adoperando i gessi di costui e facendo semplici ritratti, ed in seguito fu allievo di Stanislao Lista. Antiaccademico per istinto, lasciò presto il maestro per lavorare con il coetaneo Antonio Mancini e tentare la strada del verismo. Con la sua prima opera importante, Il giocatore (1888, oggi al Museo di Capodimonte a Napoli), partecipò alla I Esposizione della Promotrice; negli stessi anni eseguì in creta una serie di bustini e figurette di mendicanti e popolani, proponendosi di fermare con immediatezza le metamorfosi del reale.

Anche nei ritratti eseguiti nel 1872-73 seppe cogliere, seppure con minore vivacità, il carattere del personaggio: da Morelli a Verdi, da Mariano Fortuny a Michetti. Quest'ultimo ritratto andò al salone di Parigi del 1878, mentre al salone dell'anno successivo Il Pescatorello ottenne un successo straordinario, tanto da indurre Gemito a fermarsi a lavorare per l'Esposizione Universale. Là egli ritrasse i maggiori personaggi del tempo, fra cui il pittore Jean-Louis-Ernest Meissonier.

Tornato a Napoli nel 1880, vi eseguì nel 1885 una copia dal Narciso del Museo Nazionale, prova del sua continuo avvicinamento ai classici, rivissuti come esempi vitali di realismo.

Nel 1887 gli fu commissionata una statua di marmo di Carlo V, eretta all'esterno del Palazzo reale di Napoli. Il marmo era il materiale meno amato da Gemito, e il risultato del lavoro fu, per parere suo ma anche delle critiche, al di sotto delle sue capacità. Gemito soffrì un crollo mentale e si recluse in un appartamento di una stanza, oltre a trascorrere periodi di degenza in ospedale psichiatrico. Per i successivi 21 anni produsse soltanto disegni, rimanendo recluso, finché nel 1909 riprese a scolpire. Si diede a frequentare di nuovo i musei, come dimostra la sua accuratissima produzione. Questa sua fase artistica è stata, infatti, tra le più apprezzate dai critici moderni e contemporanei.

Negli ultimi anni, Gemito si diede all'oreficeria in oro e argento, e tali sue opere, intricate e delicate, sono oggi molto ammirate. (dal web)

 

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>esemplare in conto vendita, e pertanto conservato in collezione privata: saranno gradite serie proposte di acquisto<
 
 
E' DISPONIBILE
 UNA BUONA COLLEZIONE DI OPERE DI ILLUSTRATORI DEL '900, E IN PARTICOLARE OPERE DI ONORATO,
tra le opere di Onorato attualmente disponibili, ritratti caricaturali di:
CARLO LUDOVICO BRAGAGLIA
VINCENZO GEMITO
VITTORIO GASSMAN
GIORGIO ALBERTAZZI
RIENTO
MONICA VITTI
CAMILLO PILOTTO
LUIGI CIMARA
FRANCO SPORTELLI
RENZO RICCI
ARMANDO FALCONI
REGINA BIANCHI
C.E. OPPO
ANNA MARIA FERRERO
WANDA CAPEDAGLIO
LAURA ADANI
BERNARDINO MOLIMARI
PAOLO ALOISI
CESCO PASEGGIO
ANNIBALE NINCHI- VITTORIO GASSMAN
RUGGERO RUGGERI
AMEDEO NAZZARI
DINA GALLI
MARIA DENIS
GIORGIO DE CHIRICO
SILVIO D'AMICO
EDUARDO DE FILIPPO
MARCEL MARCEAU
IOLE FIERRO
ALFREDO SAINATI
YVONNE PRINTEMPS
DINA PERBELLINI
INES LIDELBA
F.T. MARINETTI
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(per questi altri disegni di Onorato eventuali ulteriori informazioni a richiesta)

seguono alcune immagini di altri disegni di Onorato, per questi altri disegni (che non rientrano nella presente proposta in asta) eventuali ulteriori informazioni a richiesta:
Sono vietate riproduzioni non autorizzate.