Arte Napoletana Dell800, Volpe, Bella Veduta Con Popolano, Grottaminarda, Irpinia

Valore stimato —167.3

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(V. VOLPE)

 

 

 

Interessante e decorativa antica stampa,

suggestiva raffigurazione di uno schizzo disegnato dal noto artista irpino Vincenzo Volpe, (di Grottaminarda, in provincia di Avellino) con una figura maschile, un uomo o popolano napoletano in abito folklorico tradizionale, seduto e assonnato;

 

stampa impressa su foglio di circa cm.24x37 (l'intero foglio, a larghi margini bianchi diseguali); firma a stampa impressa in basso a destra, stampa edita in origine probabilmente quale tavola illustrativa di una pubblicazione commemorativa napoletana della fine dell'800.

 

DI INTERESSE ARTISTICO, FOLKLORICO, DECORATIVO, COLLEZIONISTICO

 

Discreta conservazione generale, segni e difetti d'uso e d'epoca,  sparse fioriture e piegature e sgualciture o difetti vari marginali,

 

stampa meritevole anche di essere inserita sotto passpartout ed incorniciata.

 

(l'immagine allegata raffigura un particolare dell'intero foglio, ossia la parte figurata, eventuali ulteriori informazioni a richiesta)

 

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Vincenzo Volpe (Grottaminarda, 14 dicembre 1855Napoli, 9 febbraio 1929) è stato un pittore italiano.

Nato nel 1855 a Grottaminarda, in provincia di Avellino, Vincenzo Volpe si trasferì a Napoli con la famiglia nel 1863. Nel 1871 si iscrisse all'Istituto di Belle Arti dove in meno di due anni percorse le cinque classi del disegno. La sua vasta produzione viene divisa in tre importanti fasi[1]. Dal 1874 al 1890 si dedicò alla pittura di genere e ai quadri di monacelle; dal 1891 al 1896 dipinse arte sacra mentre il periodo che va dal 1897 al 1929 è segnato da nuove esperienze nella pittura di "genere", dall'arte sacra e dalla lunga serie di ritratti. Nel 1873 vinse il Premio Annuale. La sua pittura si fece notare nel 1876 con ritratti e paesaggi durante la contrapposizione fra la nuova scuola Verista (Palizzi e Morelli) alla quale Vincenzo Volpe aderì seppur esprimendo nei dipinti il suo mondo interiore, e il convenzionalismo accademico. Nel 1881 alcune sue opere esposte a Torino e alla Nazionale di Milano riscossero notevoli consensi. Fu allievo di Domenico Morelli - uno dei più importanti artisti napoletani del XIX secolo che fu Senatore del Regno d'Italia nella XVI legislatura - all'Accademia di Belle Arti di Napoli. Nel 1902 prese il suo posto di docente che tenne fino a pochi giorni prima di morire. Tra il 1891 e il 1896, quando come detto si dedicò all'arte sacra, espresse la sua massima produzione negli affreschi di Montevergine voluti dall'abate Corvaia per restaurare la cappella della duecentesca Madonna bizantina e tuttora conservati con cura e ammirati. Per questa opera in un primo momento lavorò insieme con il fratello Angiolo[2] e poi, dopo la morte di quest'ultimo, continuò in solitudine fino al 1896. Nel 1900 re Umberto I lo volle a Palazzo Reale dove gli diede uno studio. Lo stesso monarca volle essere ritratto da Volpe. Presidente dell'Accademia di Belle Arti a Napoli dal 1915 al 1925, membro del Consiglio Superiore di Antichità e Beni Ambientali, partecipò con le sue opere a tutte le maggiori manifestazioni d'arte in Italia e all'estero. Diverse opere di Vincenzo Volpe si trovano a Napoli nel Museo di Capodimonte, a San Martino, all'Accademia di Belle Arti, al Banco di Napoli, nella sede del Comune, nelle case di privati e degli eredi. Molte sue opere sono anche nelle gallerie d'arte moderna di Roma e Milano e nel mondo, soprattutto Bruxelles, Vienna, Berlino, Madrid, Buenos Aires. Grottaminarda ricorda Vincenzo Volpe con un busto di bronzo posto all'ingresso del Municipio e a lui sono intestati l'Istituto Commerciale del paese natio e l'Istituto Tecnico Commerciale e una strada di Avellino. L'attività e l'ispirazione di Vincenzo Volpe sono state ereditate dal figlio Geppino grande paesaggista e colorista. Geppino[3] ha tenuto mostre personali e collettive in più città italiane (Roma, Milano, Firenze). Sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private e in importanti musei italiani. Autrice di apprezzati dipinti anche Gabriella Volpe (Napoli, 1947), figlia di Geppino. La sua ultima mostra Le stagioni di turno, 35 opere ad olio di varie dimensioni ospitata a Firenze, ha ottenuto un notevole successo.(dal web, wikipedia)

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