Arte, Museo Delle Cere, Almanacco, Musee Grevin, Catalogo

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CATALOGUE

 DU

MUSEE GREVIN

 

 

Paris, Chaix, s.d. (ca. 1900).

 

Cm.24, pp.56, bross. editoriale figurata.

 

 

Interessante edizione antica e d'epoca,

raro almanacco di curiosità umoristiche, contenente la descrizione di questo singolare e ben noto Museo parigino, fondato nel 1882 sotto la direzione di Esnault-Pelterie;

dal giardino d'inverno (JARDIN D'HIVER) si passa  alla descrizione delle altre parti espositive,

 comprendenti anche opere relative alla Tour Eiffel e al panorama di Parigi,

il Cabinet Fantastique e la Magie Noire (apparitions instantanees par le Prof. CARMELLI);

 

 poi il bar, il salone delle colonne, la sala delle "audizioni telefoniche";

 

 il monumento a Courbet, la cupola, ....la GALERIE DE LA REVOLUTION (con un facsimile dell'atto di cessione "de la Baignoire de MARAT); 

 i sotterranei, con dipinti relativo a Germinal, a Duval, ...;

  lo spazio relativo al grande chimico PASTEUR;  

 ...fino alla "storia di un crimine";

 

segue un bellissimo calendario illustrato umoristico, mese per mese, con disegni e i consigli del mese;

 

arricchiscono la pubblicazione alcuni spazi pubblicitari e la bella copertina originale in carta pergamenacea, firmata A. GREVIN, e allegoricamente illustrante lo stesso Grevin affiancato da una giovane giapponese e da una fanciulla alata;

 

anche se è presente un calendario non si riesce a rinvenire una data, ma la pubblicazione è collocabile in un ambito che andrebbe tra 1890 e 1910;

 

pregevole testimonianza di un inusuale aspetto della storia locale francese e parigina in particolare.

 

 

DI INTERESSE ARTISTICO, COLLEZIONISTICO, BIBLIOGRAFICO

 

Buona conservazione generale, segni e difetti d'uso e d'epoca, sparse fioriture, pregevole la brossura in carta pergamenacea anche figurata.

 

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Verso la fine del ‘800,Arthur Meyer (1844-1917) ebbe l'idea di riprodurre tridimensionalmente i personaggi che popolavano le cronache delquotidiano, "Le Goulois". Il noto giornalista intendeva ricreare degli scenari, popolati dai manichini in cera di personaggi famosi contemporanei, in mezzo ai quali il pubblico potesse tranquillamente passeggiare. Per attuare questo progetto si fece aiuitare dall'amico Alfred Grévin, disegnatore umoristico, creatore di costumi di scena per il teatro e scultore. Questi si calò completamente nel "bizzarro" progetto e fu così che il Musée Grevin aprì le porte al pubblico nel giugno del 1882.

 

Museo Grevin. Molti lo conoscono come il museo delle cere di Parigi, tuttavia esso restituisce qualcosa di più del museo delle cere stile Madame Toussaud: ha infatti conservato un fascino originario, un’atmosfera e una genuinità che il recente rinnovo non é riuscito a cancellare.

 

Grévin, sin dal 1882, é stato un luogo di divertimento, una vera e propria storia del costume e della società che ripercorreva l'attualità ed il passato con leggerezza e curiosità.

 

Verso la fine del ‘800, il giornalista Arthur Meyer (1844-1917) ebbe l'idea di riprodurre tridimensionalmente i personaggi che popolavano le cronache del suo quotidiano, “Le Goulois”. Egli intendeva ricreare degli scenari, popolati dai manichini in cera di personaggi famosi contemporanei, in mezzo ai quali il pubblico potesse tranquillamente passeggiare. Per attuare questo progetto fece ricorso all'aiuto dell'amico ALFRED GREVIN, disegnatore umoristico, creatore di costumi di scena per il teatro e scultore. Questi si calò completamente nel "bizzarro" progetto e fu così che il Musée Grevin aprì le porte al pubblico nel giugno del 1882. La geniale idea ebbe uno strepitoso successo in un’epoca non ancora dominata dall'immagine, quando la fotografia era un procedimento lento e d’élite e la televisione non esisteva. Un secolo più tardi il museo era dotato di una struttura economica stabile per intervento del grande finanziere Gabriel Thomas e la sua Société d'Exploitation de la Tour Effeil et du Théâtre des Champs Elysées. Grazie alla piena autonomia finanziaria fu possibile arricchire il museo gettando un occhio sul passato attraverso i variopinti "tableaux historiques" (famoso quello dedicato alla Rivoluzione Francese inaugurato nel 1889). Nel 1900 fu acquistato il celebre Palais des Mirages presentato al Trocadéro in occasione dell'Esposizione Universale. Questa magnifica sala esiste ancora ed é la prima che s' incontra entrando nel museo. Si tratta di una struttura orientaleggiante che, attraverso un bellissimo gioco di specchi, riproduce le immagini infinite volte. Oltre a questa sala, sempre nel 1900, fu fatto costruire da Thomas il "Théatre Joli", un teatrino le cui sculture furono realizzate niente meno che da Antoine Bourdelle (1861-1929, scultore francese, fu allievo e collaboratore di Rodin), mentre la decorazione dello sfondo fisso di scena è di Jules Chéret (1839-1932, realizzatore di manifesti e locandine, decoratore e litografo, influenzato dall'opera di Toulouse-Lautrec). Per questa ragione il teatro fu classificato monumento storico nazionale nel 1964. Le gallerie barocche della 'Coupole' e 'Des colonnes' sorprendono per la sontuosità e la ricchezza fantasiosa dei decori, qui è esposta l'originale collezione di personaggi attribuiti a Grévin risalente all'anno 1882 insieme ad altri personaggi che hanno segnato la storia più recente. Possiamo incontrarvi il Général De Gaulle ed il giovane Wolfgang Amadeus Mozart, Marat e Ghandi, Maria-Antonietta, Voltaire, Napoleone Bonaparte, Albert Einstein, Papa Giovanni Paolo II ma anche Marilyn Monroe, Elvis Presley, Charlie Chaplin, Roberto Benigni, e tanti altri illustri personaggi.

 

Gli scenari che fanno da sfondo alle cere spesso rivelano piccoli tesori, per esempio, la vasca che ospita Marat è proprio quella in cui fu assassinato, il giovane Mozart è rappresentato mentre suona un clavicembalo d'epoca fabbricato da Jean Denys, molti vestiti sono stati donati dai personaggi rappresentati. (dal web)

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