Arte Moderna, Dova, Bella Incisione, Acquaforte, Decorativa, Da Collezione, Informale

Valore stimato —279.3

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GIANNI DOVA

 

 

 

 

Interessante opera d'arte,

incisione originale all'acquaforte, a soggetto informale, con bella nitida e forte impressione tirata in sfumature di azzurro;

 

 

misura circa cm. 21x15,5 (l'intero foglio, a margini bianchi diseguali), circa cm. 15,5x10,5 la sola raffigurazione; incisione firmata a matita in basso a destra; databile alla seconda metà del '900 (circa anni '60 ?)

 

DI INTERESSE ARTISTICO E COLLEZIONISTICO

 

 

Buona conservazione generale, usuali segni e difetti d'uso e d'epoca; opera apparsa in origine probabilmente come tavola illustrativa di una pubblicazione degli anni '60;


stampa meritevole di essere inserita sotto passpartout ed incorniciata.


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Gianni Dova

Gianni Dova (Roma1925 – Pisa1991pittore italiano. Nasce da Edmondo Dova, romano di adozione, ma di origine piemontese e da Maria Rauchensteiner originaria di Monaco di Baviera. A 16 anni si trasferì a Milano con la famiglia e qui dal 1942 frequentò il Liceo Artistico di Brera con l’intenzione di passare poi alla Facoltà di Architettura del Politecnico. Ma la guerra modificò i suoi progetti, conobbe e frequentò gli artisti che si riunivano nei caffè letterari e che avevano tra gli altri come punto di riferimento il giornale edito da Ernesto Treccani, Corrente. Tra questi Renato Guttuso, Emilio Vedova, Renato Birolli, Ennio Morlotti, Bruno Cassinari, Giuseppe Migneco e insieme a loro riconobbe l'importanza dell'opera di Pablo Picasso: Guernica come simbolo della lotta degli artisti contro la barbarie. Nel 1945 si sposò con Maria Grazia della Valle . Nel 1946 aderì al manifesto del Realismo oltre Guernica.
Nel 1947 espose alla Galleria del Cavallino a Venezia ed alla Galleria del Naviglio a Milano. Sempre nel 1947 aderì al Movimento Spazialista con Lucio Fontana, Roberto Crippa, Giorgio Kaisserlian, Beniamino Joppolo, Milena Milani, Antonio Tullier, Sergio Dangelo, Carlo Cardazzo, Cesare Peverelli, Gian Carozzi. Dova, fu tra i protagonisti di questo movimento cresiuto intorno alla Galleria del Naviglio di Carlo Cardazzo e ne firmò diversi manifesti tra cui:
  • il quarto (Manifesto dell'Arte Spaziale), Milano 26 novembre del 1951;
  • il quinto (Lo Spazialismo e l'arte Italiana del secolo XX°);
  • il sesto: (Manifesto del Movimento Spaziale per la Televisione), Milano 1952.
Aderì in seguito, al movimento della pittura nucleare con Enrico Baj e Sergio Dangelo.
Le sue prime opere si avvicinano al surrealismo; l’artista vi integra delle reminescenze di Max Ernst.
 
 
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